‧₊˚ ☁️⋅♡🪐༘⋆ Smells like teen spirit ‧₊˚ ☁️⋅♡🪐༘⋆
Angolo dell’autrice💌🌺
Ciao Falene, accomodatevi con una coperta e un cuscino, qui state per leggere una mia fanfiction yeeah {lo so non mi devo lodare, sennò farei la fine di Vivziepop con le fanfiction che costano un patrimonio}.
Per ora, questa, è la mia fanfiction più preziosa, perché lo scrissi mentre stavo diventando depressa nel 2024, rappresentava i miei dubbi sul diventare grande e per il futuro attraverso i personaggi di Yu degli spettri.
Buona lettura.
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Mia madre se ne andata di casa per qualche giorno con un uomo che ha incontrato pochi mesi fa, io me ne resto qui.
Ho i miei fumetti, ho da giocare alle slot machine e guardo tanta televisione.
Dopo aver finito le superiori, non mi sento più lo stesso, ho tutta l’estate davanti, ho compiuto 19 anni un mese fa, praticamente, dovrei essere contento di tutto ciò vero?
Distolgo lo sguardo dalla televisione, mentre mangio dei noodles istantanei, per osservare le nuvole nel cielo.
Quanto è azzurro e luminoso l’orizzonte, sorrido pensando a quanto cose vorrei fare in queste vacanze.
Ma tutto ciò che ho in mente è solo nebbia, mi fa un po’ male la testa, non dovrei guardare il sole in questo modo.
Ritorno a fissare la televisione durante il pranzo.
Dopo un po’ di zapping vedo un programma su un gruppo di amici che organizzano una festa con tanto di bibite e patatine in abbondanza.
Ė vero, è da quando è finita tutta la questione del mondo spirituale che ci sentiamo poco, dopo ciò che ci è successo, è naturale prendere del tempo per sé stessi.
L’ultima volta che ho parlato con Kuwabara è stato per il mio compleanno, invece per Kurama solo lettere in cui mi inviava foto della sua ragazza.
Sono carine le lettere dello Yoko, sono piene di adesivi e disegnetti, ma l’ultima risale a sei mesi fa.
Visto che Hiei da retta solo a Kurama, non lo vedo da quasi un anno, ho paura che si siano ormai dimenticati di me.
Però ci proverò, mi alzo dal pavimento, raggiungo la cornetta del telefono e compongo il numero del mio amico dai capel di carota.
E se Kuwabara fosse troppo impegnato a divertirsi senza di me? Mi sa che ho combinato una cavolata, mai dare retta alla TV.
“Ciao Yusuke, come va? È da un mese che non ci sentiamo, ti stai divertendo per questa estate?” risponde Kazuma al telefono.
Io, con un nodo alla gola, cerco di essere il più calmo e convincete possibile “volevo proprio parlare di questo, sarò da solo nei prossimi giorni, quindi avevo in mente di organizzare una festicciola a casa mia solo con noi del team Urameshi, per celebrare i vecchi tempi, ti andrebbe?”.
Il capel di carota mi spiega che è da inizio di questa estate che si è unito per aiutare un gattile, quindi potrà venire da me solamente verso tardi, circa le 20:00.
“Posso stare da te anche fino a notte fonda, porterò con me i CD dei Megallica e altra musica” fa una pausa “però prima devi consultare Kurama e Hiei”.
Adesso sudo freddo, come posso invitare due amici che non vedo da un sacco di tempo come se niente fosse?
“Ricevuto, io comprerò delle patatine e bibite” rispondo “Bene, Urameshi, spacchiamo con del metal sta notte”.
Prima di telefonare Kurama, prendo due bei respiri, penso bene alle parole da usare, non vorrò mica sprecare questa occasione.
Compongo il numero, si sentono tre bip, non risponde, ormai lui frequenta l’università e ha il suo amore, perché si dovrebbe immischiare con un’amicizia adolescenziale?
“Chi è?” sento la voce del demone volpe ammosciata, non vivace come l’ultima volta che l’ho incontrato.
“Ciao Kurama, sono Yusuke, come stai? Non sembri tanto in forma” cerco di preoccuparmi per lui.
Non ricevo alcuna risposta dal ragazzo, gli espongo l’invito alla mia festa “viene anche Kuwabara con un po’ di musica, ci sarai? E se sì, portati dietro Hiei, per favore”.
“Sì, verrò, ma a condizione che non mi chiediate come sto” dice lo Yoko, io non ci posso credere.
“Hey, tu hai 21 anni, vero?” non so il perché mi siano uscite queste parole “non posso comprare gli alcolici, ti va bene di bere solo Coca-Cola?”.
Minamino mi rincuora dicendo che porterà lui gli alcolici e forse una torta.
Adesso non mi aspetta che andare nel negozio sotto casa per gli stuzzichini.
Sono già le 20:00 e ancora nessuno si è presentato, sono al centro della cucina, con tutte le bibite e patatine sui ripiani, ho pure acceso il proiettore di luci colorate e stelle che mi ha regalato Kazuma.
Questa casa sembra più vuota visto che è agghindata a festa, mi sento disperso in essa, di nuovo quella nebbia mentale.
Anche se è scorretto farlo, bevo un bicchiere di Coca-Cola, ascolto il ticchettio dell’orologio, sono le 20:10.
“Scusami Urameshi per il ritardo” grida la voce di Kuwabara “è solo che ho incontrato Hiei e Kurama lungo la strada e volevo accompagnarli”.
Per un attimo sono arrabbiato, però osservando i visi dei miei amici mi calmo “bentornata squadra Urameshi”.
“Meno Genkai” risponde Hiei osservando l’abitazione e le lucine non degnandomi di uno sguardo.
“Ma questa è una serata tra uomini, una serata per chi vuole godersi la propria giovane estate” dice il capel di carota.
Osservo Kurama, appoggiare gli alcolici di fianco alle altre bevande e poi mi saluta silenziosamente.
Kuwabara inserisce un CD dei Megallica nel suo stereo, scioglie il suo codino ed inizia a dimenare la testa.
Fisso il mio amico con fare divertito, non ho mai visto i suoi capelli così selvaggi, ci provo anch’io anche se no ho la capigliatura da metallaro.
Mi dimeno e mi dimeno, faccio muovere il capo su e giù e poi di fianco, a ritmo di musica, poi faccio ballonzolare le braccia.
Hiei ridacchia, penso che ci trovi ridicoli e si sdraia sul pavimento, godendosi la melodia.
Kurama invece, piano, piano, si avvicina verso di noi, ci fermiamo un attimo e i capelli di Kazuma gli entrano in bocca.
“Posso unirmi a voi? Ho la chioma più lunga di tutti voi” dice con serietà Kurama, anche se si vede che non è molto convinto della serata.
“Dai su, bevi un po’ di Coca-Cola e scatenati, la notte è giovane” dico io per poi rincominciare a scatenarmi a ritmo di musica.
Lo Yoko fa come detto e si unisce alla danza.
“Vediamo chi è il migliore a scuotere la testa di noi tre” starnazza il capel di carota, dopo fa vari salti dimenando il capo in maniera selvaggia.
“Sfida accettata” risponde il demone volpe “non è giusto, io non ho i capelli adatti, sono tutti gellati, al massimo saltello” dico io tra lo sconforto e l’ironico.
Minamino volteggia su sé stesso per essere avvolto dalla sua stessa peluria rossa e poi produce uno scatto improvviso con la testa portando la chioma sugli occhi.
Kuwabara è così concentrato sul dimenarsi che non sta facendo caso che sta per calpestare Hiei.
“Stai al tuo posto, imbecille” urla contro il demone dalla statura bassa “mi sto troppo divertendo” risponde tutto eccitato Kazuma.
Nel mentre saltello, con scarsi risultati, lo yoko inizia a divertirsi con il proprio corpo, buttandosi a terra rotolandosi un po’ e dimenando il capo.
Hiei, capendo che la serata continuerà così per molto tempo, si trasferisce in cucina aprendo una Coca-Cola e bevendosela direttamente dalla bottiglia e ingozzandosi di patatine.
Dopo ben cinque minuti, tutti e tre impazziamo, incominciamo a giocare a rincorrerci.
Kurama, poi, si beve due bicchieri di liquore, tanto per rendere la festa più scema.
Mi fa piacere che il ragazzo dai capelli rossi si sia un po’ sbloccato.
Hiei, dopo aver esplorato la mia stanza, ci porta dei fumetti, so benissimo cosa siano e me ne vergogno.
“Guardate cosa ho trovato nell’armadio di Yusuke? Questi fumetti porno, dalla data di pubblicazione mi sembra che questa roba tu l’abbia letta a 14 anni” tutti sono rimasti sbigottiti.
Kuwabara si volta verso di me, si avvicina e mi afferra la maglietta “perché cavolo non mi hai mai rivelato questo tesoro? Noi dovevamo essere fratelli anche in questo” mi lascia andare e poi ridacchia “un brindisi a Yusuke Urameshi”.
Beviamo sia Coca-Cola sia i liquori di Kurama, nel mentre, Kazuma inserisce nello stereo un CD di musica miscellanea.
Minamino beve un liquore dalla bottiglia (non fatelo) e poi ne versa un po’ sui capelli per fare il matto “Hey ragazzi…Sono già ubriaco, ho voglia di distruggere questa casa”.
Tutti insieme, tranne Hiei che sta frugando nel frigorifero per altro cibo, ululiamo e balliamo a ritmo di musica.
Kuwabara ci mostra quanto sa ballare bene, saltando all’indietro.
Passiamo i restanti 10 minuti a ballare e a cantare in maniera stonata, tranne il demone volpe, lui è melodioso, insieme ai brani.
Io mi stanco, mi sdraio sul pavimento insieme al demone dalla statura bassa “come va amico?” chiedo io.
“Stavo ascoltando tranquillamente la musica” dice Hiei con un tono seccato, sono un po’ stanco. Sento i brani dello stereo susseguirsi come se fossero un fiume, però la mia nebbia mentale ovatta il suono.
Dopo un minuto stando sul pavimento, guardando il soffitto ricoperto di colori e stelle, perso nei miei non pensieri, adesso la musica mi sembra solo un groviglio senza senso.
Osservo Kuwabara e kurama che hanno ancora le energie di ballare, avvolto dalle luci, dalle risate…Mi sento improvvisamente vuoto.
Perché? Perché? Perché?
Riposo lo sguardo di nuovo verso il soffitto, chiudo gli occhi, la mia testa è senza senso.
“Ma è Smells like teen spirit dei Nirvana questa?” sento la voce del demone dai capelli rossi, ponendo più attenzione sulla musica, uscendo dalla mia ipnosi, capisco che è proprio quella canzone.
Kuwabara la sta cantando a squarcia gola, dimenando i capelli.
Percepisco tutte le strofe e le parole in essa, seppur non abbia chissà quanto esplorato questo genere di musica, la sento comunque come mia, sento il mio cuore battere forte.
Ė una canzone che parla di gioventù, di baldoria ma percepisco pure molta tristezza e malinconia nei versi, come se raccontasse di una giovinezza bruciata che non ha capito nulla della vita e vive nella confusione.
Già, una giovinezza che non ha capito nulla.
“Hey Kurama” cerca di conversare Kuwabara “vorresti che il prossimo CD sia di nuovo sul metal oppure vorresti qualcosa di più ambientale, per rilassarci un po’?”.
Lo Yoko opta per della musica più tranquilla, tuttavia mi alzo e chiedo a loro di rimettere la canzone dei Nirvana, “che c’è amico?” chiede Kazuma.
Gli spiego che vorrei schiarirmi la mente, perché quella canzone pizzica certe corde dentro me e io le vorrei sentire tutte.
Il capel di carota mi accontenta, io ritorno sul pavimento e chiudo gli occhi.
Mentre la melodia scorre e le parole entrano nel mio cuore, sento ancora quella sensazione di gioventù bruciata, che tutto quello che sto facendo sia rovinoso.
Nonostante tutto, la nebbia mentale mi pervade, mi fa un pochino male alla testa.
Quando la canzone termina, Kuwabara mi fissa, poi estrae un altro CD e lo inserisce nello stereo, dal disco fuoriescono delle note molto delicate.
Hiei, che era accanto a me, ora si alza e si posiziona davanti allo stereo per ascoltare meglio la musica.
Adesso che tutti i miei amici sono davanti all’apparecchio musicale mi sento lontano da loro, vorrei unirmi, ma la nebbia mentale mi blocca.
Sono soffocato da delle parole che vorrei dire, da un urlo che vorrei esternare, tuttavia mi sento irraggiungibile.
“Hey” sussurro “per favore, sedetevi a terra con me” chiedo gentilmente a Kurama, Kuwabara e Hiei.
Tutti e tre mi hanno notato “c’è qualcosa che non va amico?” mi chiede Kazuma.
Il demone volpe e il capel di carota si siedono di fianco a me, invece Hiei se ne resta in piedi ad ascoltare la musica, “se c’è qualcosa che non va, ricordati che sono ancora ubriaco” dice Minamino.
Confido ai miei amici che ascoltando la canzone “Smells like teen spirit” sento come se parlasse di me, sento che da senso e importanza a delle sensazioni che sto provando negli ultimi tempi che rendono la mia mente annebbiata.
Sia Kuwabara che Kurama cercano di ascoltarmi attentamente mentre Hiei mi osserva per qualche secondo e poi ritorna a bere Coca-Cola.
“Cosa ti attanaglia negli ultimi tempi? Come mai hai questa nebbia mentale?” mi chiede incuriosito Kuwabara, ci rifletto su, ma l’unica cosa che ne traggo sono discorsi sconnessi e confusi.
“Ė da quando ho finito la scuola che mi sento così, sto crescendo, sto diventando piano, piano un adulto, ma io non ne ho voglia, ho paura” lo dico con voce rotta, come se stessi confessando il mio lato più distorto.
Osservo intensamente Kurama, anche se è ubriaco mi sarà comunque d’aiuto in questa situazione.
“Kurama, tu sei già un adulto, come ci si sente ad esserlo?” chiedo al demone volpe prendendolo dal colletto della camicia.
Il demone dai capelli rossi non si scompone, forse è solo un po’ stordito dall’alcol, ma cerca di rispondermi con tranquillità.
“Non so cosa dovrei risponderti, è la vita, è vero che hai più responsabilità, tuttavia è una fase come un’altra, con i suoi alti e bassi” mi spiega Kurama.
Io sono interdetto, come fa Minamino ad essere così tranquillo sulla sua vita da adulto “io non ho speranze per il futuro, dovrò frequentare l’università ma non so ancora cosa farne della mia vita, sono ancora fin troppo giovane per decidere le sorti del mio destino”.
Hiei, da dietro la testa, mi tira uno schiaffo e urla “ma non piagnucolare Urameshi, ti sei per caso indebolito adesso? Dopo il torneo oscuro? Dopo Sensui?”.
Riesco a percepire il suo terzo occhio, anche se i primi due sono già spaventosi così, con uno sguardo di rabbia che si può provare per un essere inutile.
“Hiei, ma dovrò pure avere la mia vita oltre ai combattimenti…” vengo interrotto dal demone dalla statura bassa “tu puoi fare tutto ciò che vuoi essendo in parte demone, perché non ti fai forza?”.
Sia Kazuma che Minamino cercano di fermare il loro amico vestito di nero spiegandogli che ormai sono in una fase diversa della mia vita.
Però Hiei estrae la katana e la punta verso di me proponendo una sfida, ma questa doveva essere essere una festa tranquilla tra amici, per fortuna il demone volpe minaccia Hiei con la sua frusta di rose.
Il possessore del terzo occhio si rilassa, se ne va di nuovo in cucina, non prima di dirmi “fai come vuoi”.
Osservo Kurama scrutarmi tristemente, Kuwabara si avvicina a me per sapere se sto bene.
“Ma sai com’è Hiei” dice il capel di carota, entrambi però udiamo lo Yoko mugugnare.
“Non ve lo dovrei dire, però la mia ragazza mi ha lasciato sei mesi fa, per questo motivo sono stato parecchio male” confessa Kurama, bevendo ancora un po’ di liquore, finendolo.
Lui si esprime ancora “Ho bisogno di altro alcol”, io gli rispondo “non fare come mia madre, ti vogliamo lucido”.
Il demone dai capelli rossi inizia a farfugliare di quanto l’università gli sia andata male, di quanto si senta un fallito “la mia vita è finita, ero il più intelligente, perché non mi hanno promosso?” dice sfogandosi.
Ci chiede ripetutamente scusa per i suoi sproloqui, dice che è ubriaco e che non capisce niente.
“Grazie Kurama, grazie” mi sorprendo dalle mie stesse parole, mi sento di nuovo fuori dal mondo, per un attimo.
“Anche tu non ti senti bene, bello mio” dice Kuwabara al demone volpe e poi si avvicina verso di me di nuovo.
“Sai Yusuke, nemmeno io so bene cosa farmene della mia vita, sono molto contento di fare volontariato al gattile, ma non so altro, non so che strada intraprenderò, sinceramente” confessa il mio amico.
Alla fine ci osserviamo tutti negli occhi e ridiamo nervosamente, nessuno di noi sa veramente come vivremmo.
“Siamo fin troppo giovani per tutto ciò” esterno io con una grossa risata e due pacche sulla spalla per entrambi gli amici accanto a me.
“Hey Kuwabara, potresti rimettere il disco con “Smeels like teen spirit”?” Chiedo gentilmente a Kazuma, lui esaudisce il mio desiderio.
Tutti e tre ascoltiamo a ripetizione quella canzone, condividendo altre nostre paure e incertezze, mentre Hiei ci guarda ormai con disprezzo.
Finalmente, per un po’, fissando il soffitto colorato con le stelle, la nebbia mentale, svanisce.
Sento la mia mente più leggera ora, più chiara.
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Angolo dell’autrice💌🌠
Spero che vi sia piaciuta, so che chi è fan dei Nirvana mi voglia strozzare perché “Smells like teen spirit” è la canzone di chi non ascolta i Nirvana, che sono un gruppo bellissimo al di fuori di quella canzone…Sì, lo so, cercherò di rimediare, lo prometto.
Vi sentite rispecchiati nell’angoscia di Yusuke? Si parla molto spesso di come la generazione Z sia la più depressa e ansiosa di tutte, che la condizione di Hikikomori e dei NEET stiano diventando sempre più dilaganti, quindi, questa fanfiction vi dice che non siete soli.
Io non sono sola nell’affrontare una vita adulta davanti a un mondo che sembra volerci morti e schiavi, non lo siete nemmeno voi, un’esistenza migliore esiste…Vi abbraccio Falene mie.