Emofilia

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Angolo dell’autrice💌📘
Accomodatevi a una delle mie storie originali, Emofilia, un racconto breve che fa parte dell’antologia “l’antologia del post secondo sangue” che creai nell’inizio del 2024 per un mio amico {Un ex-amico, visto a un certo punto mi ignorava sempre, pure queste storie} come delle scuse per certi torti che ho fatto a lui, per fargli capire cosa avessi nella testa.
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Avvicinati pure, so di avere un coltello da taschino in mano, ma non è per te, vedi le

ferite che ho sul braccio? Sono state procurate dalle mie stesse mani.

Non sono né depresso, né ho in mente di suicidarmi, sono solamente affascinato dal

sangue, sono pure un ematologo.

Vorresti ascoltare la mia storia?

Tutto è incominciato da piccolo, i miei erano ossessionati dal proteggermi da ogni

pericolo, mi dicevano di stare attento a qualsiasi cosa.

Ho sempre evitato ogni gioco o attività che mi avrebbe rotto un braccio o procurandomi

ferite, fino a quando, a 8 anni, non mi sono sbucciato un ginocchio.

Lì per lì mi sono spaventato, però, vedendo quel fluido rosso, chiamato sangue, tanto

temuto dai miei genitori, mi sono incuriosito

Mi ricordo come se fosse ieri che l’ho toccato, era caldo, mi bruciava la ferita, ma era

stranamente divertente.

L’ho osservato scorrere per un paio di minuti finché la maestra no mi ha notato e mi

portò dall’infermeria

Da quel giorno ho voluto osservare il mio sangue scorrere.

Non mento di essermi sbucciato le ginocchia di proposito, a volte.

Verdi, per me il sangue è fonte di umanità, di vita, ciò che ci accomuna e che senza non

potremmo vivere.

Quando perdo del sangue sento che una parte di me se ne va, che sono meno umano.

Quando mi sento meno umano vorrei perdere più sangue, ma non potrei visto che

morirei.

La morte è l’unico ostacolo al mio completo dissanguamento.

Vorrei vederlo tutto, che scorra come se fosse un fiume, spezzare i frattali delle mie vene

come quelli degli alberi e fulmini.

Mi sento veramente poco umano, mi sono sempre sentito meno rispetto ad una persona

normale.

Il mio sangue non vale così tanto, ma lo adoro, mi sento vivo, vorrei vivere.

Vivere, vivere per sentire ancora i battiti cardiaci, sapendo che pompa sangue, fonte

della nostra vita.

Mi sto sentendo veramente bene.

Fluido caldo e rosso come la passione e il fuoco che brucia in me, che purifica la mia

mente mentre scorre.

Sembro poco umano, lo so, so che la mia passione, diventata pure un lavoro, è

inquietante…Ho bisogno di estrarre solamente una goccia di sangue in più dal mio

corpo.

No, no, no, basta con il coltellino, sono abbastanza umano, sono abbastanza umano,

sono abbastanza.

Vorrei vivere, vorrei vivere, vorrei ancora sentire il mio cuore pompare.

Vedere il sangue mi calmerà, no, sono già calmo così, sono già tranquillo.

Non farti più del male.
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Angolo dell’autrice💌👁️
Vi è piaciuto questo racconto? Vi ha fatto un po’ impressione?  Quando diedi questa antologia a una mia ex-maestra delle elementari mi disse che le ha molto inquietata.
Pure mio padre, quando l’avevo finita si era un po’ impressionato dall’oscurità dei miei racconti, ma è normale,  sono di un’altra epoca, negli anni 80 Dungeons and Dragons era considerato satanico.