.. ݁₊ ⊹ . ݁˖ . ݁After two shots. ݁₊ ⊹ . ݁˖ . ݁
Dopo aver portato Maya a casa sua, Kurama cerca di convincersi che cancellando la memoria della ragazza sia stata una buona idea.
Allo stesso tempo però, rimpiange che non potrà più confessare il suo amore per lei.
Hiei lo fissa e si scoccia, pensa che i sentimenti umani siano stupidi e che questo demone volpe si sia rammollito dopo aver condotto una vita tra gli umani.
“Kurama, l’abbiamo salvata dalle grinfie di Yatsude, non sei contento?” dice il demone dai capelli neri con un filo di rabbia nella sua voce.
Lo yoko non risponde.
Hiei, capendo che il demone volpe non voglia più parlare con lui, si volta cercando di ritornare nelle buie fronde degli alberi della notte.
Ma Kurama, con i suoi soliti riflessi, ferma il demone oscuro prima che possa fare un altro passo.
“Hiei, ho ancora bisogno di parlare con te” dice il ragazzo dai capelli rossi “Ma ti stai zitto?” risponde prontamente il demone dalla statura bassa.
Kurama, capendo che non può insistere con lui, toglie la mano dal corpo di Hiei “Scusami per essermi comportato in questo modo, volevo solamente regalarti un po’ di erbe officinali del mondo spirituale”
Il demone dai capelli neri si convince che sarebbe vantaggioso avere con se dei medicamenti, quindi accetta a malincuore di ascoltare lo yoko.
“Chi è Yukina? Sembra una persona tanto cara a te” chiede Kurama, però Hiei, di tutta risposta, sta quasi per estrarre la sua spada.
“Non nominarla più, hai capito?” dice il demone dalla statura bassa.
Il ragazzo dai capelli rossi, adesso, si vergogna di averlo chiesto e da subito le erbe medicinali al possessore del terzo occhio.
“C’è un altro modo per il quale mi vorresti infastidire prima che me ne vada?” chiede sarcasticamente, anche un po’ ridacchiando Hiei.
Kurama, alla provocazione, l’unica cosa che gli viene in mente è chiedergli come sta.
Forse una domanda troppo da essere umano, troppo emotiva per uno come Hiei.
Infatti, il demone dai capelli neri sta perdendo le staffe “come pensi che mi dovrei sentire? Non sono come te che mischiandoti con gli umani da importanza ai propri sentimenti”.
Kurama gli confessa però che, quando si sono affrontati, si impressionò positivamente di lui.
Lo yoko gli confessa pure che non avendo amici, non esce molto di casa, passe le sue giornate ad aiutare sua madre e a studiare.
Hiei estrae completamente la spada “stai cercando di impietosirmi?” dice con rabbia.
“Ė inutile che tu punti la spada verso di me, se non fosse per la mia famiglia, io sarei lieto di morire” risponde con tranquillità e sicurezza il demone volpe.
Il possessore del terzo occhio si sorprende e gli chiede “Ma tu sei veramente felice di stare con gli umani?”.
Questa è una domanda che neanche Kurama si è mai posto, infatti, per un minuto infinito quest’ultimo ci riflette su.
La risposta che ne trae lo sorprende e lo pietrifica.
“sono venuto nel mondo degli umani solamente per far rimarginare le ferite della mia vecchia forma, non ho nessun legame in questo spazio, tranne per mia madre e Maya, ma un giorno dovrò abbandonare pure loro, quindi, non mi importerà più niente, non mi importa niente”
confida il ragazzo dai capelli rossi.
Hiei ascoltandolo non riesce a capacitarsi che lui, in fondo, seppur sia stato per tutti questi anni tra gli esseri umani, non lo abbia veramente cambiato.
Un demone rimane pur sempre un demone.
Questa confessione però impregna un sorriso sulla faccia del demone dai capelli neri, si sente soddisfatto.
“Ti ho sottovalutato” dice Hiei con gioia “nel tuo cuore c’è ancora dell’oscurità, bravo”.
Ma lo yoko non si sente orgoglioso quanto lui, seppur sia stato sincero nelle sue parole, sa di essere così una carogna.
Non si sente né abbastanza umano da avere legami significativi e provare veramente amore né si sente abbastanza demone da gioire della malvagità dentro si sé.
“Hai mai pensato di uccidere qualcuno con le tue armi dalle piante? Intendo ammazzare un essere umano solo per il gusto di farlo” provoca Il demone dai capelli neri ancora una volta.
Kurama si guarda ancora più in profondità, sudando freddo.
Esita a rispondere, però guardando gli occhi lussuriosi di malvagità di Hiei, non può che dire la verità, tutta la verità.
“Questa è solo una maschera” introduce il demone volpe “questa mia calma serve solamente a mischiarmi tra gli umani, però ogni tanto ho il desiderio di uccidere le persone per il mio divertimento” continua lui.
“Una voce che mi sussurra di esprimere il mio vero me demoniaco, di spargere terrore tra i piccoli ed indifesi esseri umani davanti alle forze del mondo spirituale” parola dopo parola Kurama ha sempre più paura di se stesso.
Lo yoko, ad un certo punto, interrompe il suo monologo, si sente malissimo per ciò che ha appena detto, se ne vergogna.
Il possessore del terzo occhio però, ridendo, sprona il suo interlocutore di continuare, deve scatenare tutta l’oscurità del suo cuore.
Il ragazzo dai capelli rossi, costretto, gli confessa tutti i suoi pensieri perversi sugli esseri umani, che non prova niente per loro, potrebbero pure morire.
Gli confida pure di quanto odia la società umana, troppe regole, troppi moralismi, troppe imposizioni.
Kurama vorrebbe abbandonare tutto e tutti, sarebbe disposto ad uccidere sua madre e Maya pur di non provare più niente e andarsene senza rimpianti.
“Bene, questo è il vero Kurama, un vero demone” dice Hiei applaudendo e ridendo neanche se gli avessero detto una battuta.
Lo yoko, non proferisce parola, osserva il demone che ha di fronte divertirsi dei suoi oscuri desideri appena confidati.
Il ragazzo dai capelli rossi si sente un mostro.
Se pensa veramente queste cose, perché ha salvato Maya da Yatsude? Non poteva lasciarla morire? Oppure l’amore che prova per lei è vero come quello di ogni essere umano?
“Ti andrebbe se fra qualche ora, all’alba, mi dimostrassi se sei veramente in grado di uccidere qualcuno?” propone Hiei, raccogliendo qualche fiore da un giardino e una rosa da un cespuglio.
Nelle mani di Kurama, i fiori sono diventate delle lance e la rosa è diventata una frusta molto profumata.
Il demone dalla statura bassa e il demone volpe, all’alba si sono diretti nelle case dei malcapitati, portandoli nelle profondità dei boschi.
Uccidendo persone a sangue freddo, i due instaurano un forte legame, però il dubbio rimane a Kurama:
Chi sono io? Sono un demone oppure un essere umano?
Dopo quello sterminio, I due demoni si separarono per poi rincontrarsi per affrontare Yusuke.