Ottobre 2025

₊˚⊹☆Ottobre 2025🍄🧚‍♂️🍄

✩₊˚.⋆☾⋆⁺₊✧08/10/25✩₊˚.⋆☾⋆⁺₊✧

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Care falene, che ho da dirvi? ho da dirvi che Sabato e Domenica scorso c’è stato in evento nella mia città dello Street food, prima volevo andarci solo di Sabato, poi ci sono tornata per una seconda volta, vi spiegherò il perché.
Perché, al Sabato, ho un po’ mangiucchiato mentre leggevo HunterxHunter, gustandomi degli sciat{che sarebbero delle palline di grano saraceno con dentro formaggio fuso tipico della Valtellina} e delle patatine fritte che ho guarnito con della salsa al formaggio cheddar {se che è sbagliato, so che quello non è formaggio, ma plastica, so di avere il colesterolo alto, tuttavia se non mi sbattesse di queste questioni avrei cercato di rubare quella salsa, non so come, puzzando}, ma ero troppo piena per gustarmi un hamburger {so di avere il colesterolo alto, però quei due giorni erano speciali, capite che non potevo esimermi da cotanto grassume e oli che ti otturano le arterie}.
Ho litigato con le varie parti di me se prendermi un hamburger o una frittella nel carrello dolciumi da portarmi a casa, ha solo vinto bere una tisana a un bar {ho questa fisima di bere sempre qualcosa di caldo a fine pasto, è più forte di me}.
Ho continuato a leggere HunterxHunter {avevo finito l’arco di York Shin, adesso sono a Greed Island} per calmarmi, ero molto agitata, a tratti non riuscivo a scrivere sul mio diario, seppur quel bar-pasticceria, di solito, mi calma.
Sono tornata allo Street food il giorno seguente, questa volta mi sono presa il mio meritato hamburger {se non fosse stato per i soldi ne avrei mangiato un altro} e poi mi son presa degli arrosticini {cotti con la brace}, a fine pasto, come mia fisima, sono ritornata dallo stesso bar-pasticceria per un tè, questa volta sono riuscita a scrivere di più sul mio diario.
Ho continuato a leggere HunterxHunter in questi giorni, mi sta proprio piacendo la storia e i personaggi, soprattutto Gon e Kurapika {Gon perché non si ferma davanti a niente, tira sempre dritto, spacca a craniate anche l’universo e Kurapika perché…È un ragazzo femmineo e carino, basta così Kurapika è solo un twink che merita di essere riempito di chicken nuggets fino a che non implorerà pietà}.
Non so se mi piace più di Yu degli spettri, mi sa che è pari merito, HunterxHunter è più complesso di Yu degli spettri, ma Yu degli spettri ha dalla sua che i quattro protagonisti mi paiono più uniti rispetto a quello di HunterxHunter {come dice mia madre, potrebbe essere che sia dovuto che in Yu degli spettri i protagonisti siano tutti coetanei, tranne Hiei che la sua età rimane un mistero, rispetto a HunterxHunter in cui Gon e Killua hanno 12 anni e Leolio ne ha 19 e Kurapika 17} , non so, con Yusuke, Kuwabara, Kurama e Hiei farei un aperitivo insieme, invece con Gon gli una spremuta d’arancia e delle carezze sulla testa e con Kurapika che minerebbe il matrimonio fra me e Bakura.
A proposito di Bakura, lui è un avido lettore, sta sempre sdraiato sul divano con qualche horror, storie di assassini reali o dei gialli, qualche giorno fa mi ha consigliato, se volessi leggere di più, visto che sono così abituata agli schermi {tanto che se non sto su una luce blu, ogni 30 minuti, io vado in paranoia, una cosa su cui devo lavorare, lo so} di leggere solo un solo libro {nel mio caso, tutti i capitoli di HunterxHunter}, facendo delle pause qua e là visto non sono più così tanto abituata a leggere libri.
Ho notato una cosa, oggigiorno si prendono così tanto in giro i ragazzini della generazione Alpha per non saper tenere la concentrazione su un libro o su qualsiasi attività, però mi ricordo quando avevo 12-13 anni io ero una avida lettrice, riuscivo a leggere un romanzo di Stephen King con molto gusto, portandomelo sempre in giro {mi portavo sempre dietro i libri, anche a scuola tra un cambio d’insegnanti e l’altro}…Come mai tutto è cambiato? Per fortuna che con il mio diario, scrivendoci molto sopra, riesco a stare per almeno un ora senza schermi, però devo riuscire. a rendere appetibili i libri {non i fumetti o i manga che son più scorrevoli}, era una buona abitudine.
Ho detto abbastanza per oggi falene, spero tutto bene, un abbraccio consensuale {tranne se siete dei ragazzi anime femminei, lì non c’è il consenso}.

🌊🌊14/10/25🌊🌊

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Che ho fatto nella scorsa settimana di Ottobre? Falene mie, per prima cosa, sarei molto lieta di dire che sono guarita, da cosa? Dai miei pensieri “discutibili” di cui vi ho parlato ad Agosto, quelle che mi hanno portato in ospedale.🌺
Non ho fatto chissà che per guarire, ho solamente parlato con la mia psicologa, come faccio sempre, ma quando ho parlato più approfonditamente {con tanto, ma tanto dolore} di questi miei pensieri “discutibili” mi sono sentita più leggera, quindi è partito il processo di guarigione.
Non voglio più ******** i miei figli, se li avessi, vorrei che stessero il meglio possibile con me {forse anche per questo che sto guarendo, perché vorrei avere dei figli, vorrei che l’anno prossimo mi metta a lavorare, così, negli anni, posso permettere al mio futuro piccolino di vivere nella sua salute e non nella mia malattia}.
So che avere un figlio è difficile, anche solo l’affidamento {che non ha limiti di differenza d’ età come nelle adozioni, perché mi metterebbe a disagio avere un figlio così piccolo, avrei il terrore di fargli del male se fosse così fragile e indifeso, da più grande potrebbe andarmi contro quanto vuole, così non sarei una madre-padrona} è impegnativo, però io vorrei dare a un bambino/ragazzino uno spazio d’arte, come il mio, per essere sé stesso, dove può fidarsi qualcuno {e io devo impegnarmi a migliorarmi per essere in grado di fiducia per un ragazzino}.
Forse anche per questo che sto guarendo, non posso più essere così distrutta dai miei stessi impulsi, non se ci sarà in ballo un figlio.🧚‍♂️
🐇Poi, penso che sia stato Giovedì, 9 Ottobre, credo, che mi sia svegliata all 1:00 di notte, con certi pensieri strani nella testa e una voglia matta di correre, pensavo che dovessi avere un episodio maniacale, ma poi ho cercato di tranquillizzarmi su YouTube.
Per qualche motivo, la mia home di YouTube, mi ha consigliato un sacco di video riguardante Kurt Cobain, seppur non abbia chissà che ascoltato dei Nirvana, però li ho guardati lo stesso.
Mi è salita una tristezza infinita guardare Kurt cantare e sapere cosa stesse passando, ho pianto e pianto {Perché non ho pianto per i palestinesi e invece per un biondo aperitivo sì?} .
Poi ho scritto a mia madre tutta piena di lacrime alle 3:00 di notte, poi mi ha risposto che non dovevo più vedere quei video, che mi fanno piangere.
In compenso, però, ho visto anche una compilation dei momenti buffi delle interviste dei Nirvana, {do you like fatherhood? If i like vodka? I love vodka} almeno quell’uomo poteva sorridere ogni tanto.
Poi ho finito ieri di disegnare le scene per il mio speciale di Halloween su YouTube, io che torturo Bakura Ryou.
A me, Halloween, piace, mi piace che sia una festa incentrata sull’oscurità e la paura, però non avendo amici nel mondo reale non posso andare in giro per le caramelle, per spaventare i passanti, per esplorare prati facendo finta di essere attaccati da vampiri e lupi mannari {conoscendomi, se avessi un gruppo di amici in carne e ossa, ci sarebbe quello che per scherzare farebbe sesso con i suddetti vampiri e licantropi}.🌠
Potrei fare queste cose con il mio marito e amici immaginari, ma mio padre non mi lascerebbe uscire da sola di notte, quindi l’unica cosa che potrei fare è un dolce alla zucca con tanto di cannella, zenzero e uvetta.
Buona continuazione Falene, spero che vi divertiate, qualsiasi cosa stiate facendo.

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Sto ascoltando la stessa canzone dalle 7:60 di stamattina, adesso sono le 10 e qualcosa del 20 Ottobre {quanto sono brava a essere naturale quando piazzo una parola chiave per il SEO ma lo seo il SEO?}, perché mi ipnotizza.
Quello che sto per scrivervi non prendetela come una lamentela, non sono qui a raccogliere dei “oh poverina”, li detesto, ma ascoltatelo come la mia manifestazione, una manifestazione di una vita che cambia, si fa domande e cresce.
Di recente la mia arte è cambiata, visto che adoro il mio diario fisico, adoro scoprire di me stessa attraverso parole a caso che rappresentano le mie emozioni, pensieri e sentimenti, quindi ho voluto trasformare i miei disegni/le mie fanzine/i miei video/i miei racconti così, che non siano solo un’estetica o una bella storia, ma che siano tutte un modo per capire me stessa, ciò che ho dentro.
Lo faccio seguendo l’istinto, ciò che il mio cuore, le mie viscere e la mia mano mi dicono di fare, poi li analizzo, capendo cosa abbia voluto dire a me stessa, le questioni insite in me che solo la costruzione di un disegno o delle altre mie forme d0arte possano comunicare.
Ieri ho incominciato e finito di creare una fanzine dal titolo “Il mio angelo custode”, all’inizio sembrava una fanzine dedicata a quanto fosse bella la mia fantasia e il mio rapporto con Bakura e gli altri esseri immaginari dentro di me, però poi si è trasformato in…Non so come3 spiegarlo senza spoilerare troppo, però è diventata una fanzine in cui mi interrogo sulla mia stessa realtà, che il mio mondo immaginario sia reale perché fa parte della mia realtà, questo mio sito fa parte della mia realtà, la mia arte fa parte della mia realtà, come le mie tisane e il mio letto, la mia stanza.
Però mi sono chiesta se mi piacesse questa realtà, poi ho scoperto che sto male nella mia stessa pelle, mi sento a disagio, poi ho capito a cosa è dovuto.
Io non ho amici, non ho un’amica con cui parlare nella vita reale, con la quale fare una passeggiata {ripeto, non voglio l’elemosina, non voglio che nessuno di voi mi raggiunga per farmi contenta, per quanto ne sappia vivete da un’altra regione rispetto alla mia, che son Lombarda, quindi non vi potrei raggiungere, non parliate con me solo per un favore, ne sarei molto arrabbiata} quindi sento come se fossi intrappolata nei miei stessi schemi.
Ho degli amici online, ma non è la stessa cosa, seppur io sia molto grata per loro, perché sono delle brave persone, però non posso stare accanto a loro se stanno male, se invio un messaggio potrei disturbarli {non è quando hai qualcuno a faccia a faccia che sai che il tempo che trascorrete insieme e solo per voi due} non posso sapere cosa stiano passando perché potrebbero essere così presi dalle loro vite che sarei indiscreta se, ad esempio, parlassi delle cose di cui sto scrivendo adesso.
Io non chiedo di essere la reginetta di stocazzo {in fondo sì, ma per scherzare, per essere la egocentrica del cavolo che vuole tutti i riflettori su di lei…In realtà me ne vergognerei molto} io vorrei essere solo essere ascoltata, il problema è che non so esprimere ciò che ho dentro a voce, solo attraverso dei testi scritti {o a mano sul mio diario o attraverso una macchina…I am Machine Girl…Quanto volevo dirla sta cavolata}, quindi quando qualcuno mi chiede come sto, di solito, rispondo “non lo so”, perché senò per ribattere devo parlare per 3 minuti.
Da una parte sto bene, da una parte sto migliorando, sto cercando di amare me stessa, ma dall’altra cerco sempre di nascondere ciò che mi attanaglia riempiendo la giornata con la mia arte, mangiando, guardando video su YouTube.
Io, come tutti,  sono un essere complesso, se potessi scriverei poemi su poemi su ciò che mi passa per la testa, potrei scrivere un romanzo su ciò che mi rende rinchiusa in me stessa, potrei far uscire un trattato di come vive una NEET autistica e ciò che le aspetta per il futuro…Se c’è l’ha…Ma niente ha senso se non riesco a dire a qualcun altro come sto, se non riesco a essere naturale in una conversazione, se non riesco a far trasparire me…Non ha più senso tutto ciò che faccio, ma si continua ad andare avanti.

˚ ༘ ೀ⋆。˚30/10/25˚ ༘ ೀ⋆。˚

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Hey Falene, non avete mai avuto la sensazione che hai il mondo da dire, ma allo stesso tempo è così troppo da comunicarlo agli altri? Ecco, è quello che sto provando in questo momento.
Potrei partire aggiornandovi sulla mia arte e a catena dire ciò che voglio dire…Allora, ho notato che io sono bulimica nel fare arte {uso la parola bulimia nell’accezione di fagocitare troppo per poi vomitare di continuo, nel senso spirituale del termine, non quello fisico e medico}, nel senso che sto male se non produco più arte possibile.
Mi sono accorta proprio ieri, mentre ho staccato dal computer per farmi una passeggiata e guardare gli alberi, che questa mia foga di produrre arte per scoprire me stessa senza sentire effettivamente me stessa sia deleterio.
In che senso? Nel senso che io non sono ciò che sono, ma sono ciò che faccio e produco, sono ciò che la mia testa mi dice di fare con tanta velocità, senza fermarsi, senza respirare, senza essere solo per l’essere.
Tutta questa mente accesa, sempre in modalità turbo mi stanca, mi affievolisce, non mi fa vedere la vera me…Non mi sento al sicuro nella mia stessa carne, nei miei stessi muscoli.
Non posso essere me stessa nemmeno con me stessa, io devo ragionare, io devo fare qualcosa, non posso non fare niente, perché sennò sarebbe lo spreco della mia fortuna da NEET, sarebbe lo spreco di tutta la libertà che ho.
Ma mi sa che mi sono incatenata, delle catene che mi son messa addosso per non pensare a niente e a tutto allo stesso tempo, per anestetizzarmi, per non provare più nulla, perché provando qualcosa sarei scoppiata, non avrei potuto sapere come gestirlo.
Non so come gestire me stessa, come gestire le mie emozioni, non non nel senso di non sapere di non dare pugni alla gente, ma di non sapere come essere radicata nella mia vita.
Sono così intossicata dagli schermi fin da quando ero piccola che ormai io penso e sogno come una macchina, le macchine sono intrinsecamente bulimiche, prendono ottomila dati e poi ne vomitano altrettanto.
Ma nelle macchine non succede nulla, ma in un corpo umano si ammala, si sente a disagio nel proprio corpo, nelle proprie viscere, dove risiede la vita.
La crisi odierna che noi della generazione Z e Alpha che stiamo vivendo tra dipendenza dagli schermi e l’AI non sono colpa delle macchine in sé, non lo è mai stato, il punto sono sempre stati gli esseri umani che hanno bisogno di un corpo, di una realtà, del tatto, del contatto e del radicamento nel proprio io più profondo.
Se vengono a mancare queste cose è ovvio che poi si diventa schiavi di internet, perché le aziende lo sanno che non abbiamo niente dentro {un niente apatico, che è differente da un niente zen, che avrebbe come base il flusso, sentire il flusso della vita e dell’esistenza che è fatta di niente e di silenzi, un niente non della depressione, ma un niente della conoscenza di sé e del mondo, l’ascolto di ciò che è e ciò che ci attraversa nel nostro intimo}, lo sanno che non ci piace stare con noi stessi, perché se stessimo con noi stessi, molti di noi, ci renderemmo conto di essere miserabili.
Quindi io sono bulimica nei pensieri e nelle mie azioni, vorrei sempre mangiare e sempre sto male fino a “vomitare”, vomitare disagio, un disagio nato dal non sentire più il mio corpo, del non sentire più me stessa e ciò che mi circonda perché troppo impegnata a fare che non a essere, troppo impegnata a fagocitare tutto ciò che trovo nel web senza tenere conto del limite della mia mente e del mio corpo.
Per questo mi sento male e a disagio, per questo non riesco mai a rilassarmi veramente, perché sennò avrei paura del vuoto zen {l’apatia positiva}, perché sennò smetterei di trangugiare dati su dati come se fossi una macchina fatta solo per mangiare e vomitare.
Perché mi sono ormai abituata fin troppo bene a come funzionano le macchine, fin da quando ero piccola.